L’atteso ritorno di Jesmyn Ward

L’atteso ritorno di Jesmyn Ward

Lettori, librai, amici, più o meno un anno fa, in questi giorni, ci stavamo preparando per un nuovo viaggio insieme. All’orizzonte, stavolta, non c’erano le pianure del Colorado,
protagoniste dei romanzi di Kent Haruf, o le strambe
cittadine disseminate sul territorio della Grouse
County di Tom Drury, in Iowa; e nemmeno la Georgia
di Brian Panowich, con quell’inconfondibile odore di
whiskey e polvere da sparo che si respira per tutta
Bull Mountain. No, la nostra nuova meta se ne stava
rannicchiata più a sud-ovest: in Mississippi, là dove,
nei paludosi acquitrini del bayou di Bois Sauvage,
la famiglia Batiste attendeva inconsapevole l’arrivo
dell’uragano Katrina. Conoscete tutti quella storia,
vero? Si intitola Salvare le ossa, e ce l’ha raccontata
Jesmyn Ward.
Ora è tempo di rimettersi in strada. Il richiamo
di Bois Sauvage è tornato a farsi sentire, e in fondo
molti di noi non hanno mai davvero lasciato quella
regione così povera, eppure così ricca di umanità.
Il Mississippi di Jesmyn Ward è una terra in cui
il legame con le proprie origini, la forza dei vincoli
di sangue e la bellezza autentica della natura sanno
esprimersi con una voce tutta loro, una voce fatta
in egual misura di amore e violenza. Una voce che,
talvolta, è tanto potente da superare persino i limiti
dell’esistenza terrena, facendosi spirito e canto.
Come succede in questo secondo romanzo della
trilogia di Bois Sauvage, il cui titolo è già di per sé
un’invocazione: Canta, spirito, canta.
Con questo libro Jesmyn Ward ha vinto per la seconda
volta il National Book Award nel 2017, un traguardo
finora mai raggiunto da nessuna scrittrice.
Sono di nuovo i legami familiari al centro di questa
narrazione: seguiamo Jojo e sua sorella Kayla
nel viaggio che intraprendono insieme alla madre
Leonie per andare incontro a Michael, il padre appena
uscito di prigione. A casa rimane Pop, il nonno,
ad accudire la nonna Mam, ormai in punto di morte.
La storia di Pop, sopravvissuto a un passato di violenza
e schiavitù, è popolata di fantasmi, che solo
Mam riesce a contenere, finché rimane in vita; ma
ora che si sta spegnendo, gli spiriti reclamano una
pace che solo la famiglia riunita può dare – perché
tutti hanno un legame speciale con le anime di chi è
scomparso, con le divinità vecchie e nuove, e soprattutto
con la Storia dei neri americani, quella che ancora
si respira negli stati del Sud, mista di razzismo
e minaccia, ma anche di umanità e riscatto. Scritto
in una prosa bellissima, aspra e poetica, Canta, spirito,
canta guarda nelle profondità dell’animo umano
come dal ciglio di uno strapiombo si guarda l’infinita
distesa del mare, che lascia sgomenti, inebriati e
commossi.



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