Bella era bella, morta era morta

  • In libreria dal 21 maggio 2015

    Rosa Mogliasso

Rosa Mogliasso Bella era bella, morta era morta

Numero Pagine : 144
Prezzo : 11.05 €
ISBN : 978-88-99253-04-2
In libreria da : 21-05-2015

Una donna è morta, probabilmente è stata assassinata, il corpo abbandonato sul greto del fiume di una grande città del Nord. La prima a scoprirlo è una giovane donna a passeggio con il suo cane, seguita a ruota da altri personaggi che abitualmente frequentano quel tratto di fiume. Chi era quella donna, così bella ed elegante, che uno di loro è convinto di aver conosciuto in passato? Chi e perché l’ha uccisa? Nessuno però si affretta a denunciare l’accaduto, tutti intrappolati nel proprio meschino personale… Mentre l’inquietudine in chi si è sottratto al proprio dovere aumenta, si dilata, esplode, cresce il mistero attorno alla donna morta. Sino all’imprevedibile finale.

Questo libro è per chi ama I soliti ignoti, per chi cerca la verità in una risata, per chi cammina lungo i fiumi al mattino e si ferma ad ammirare il volo geometricamente perfetto che gli uccelli disegnano nel cielo.

Songbook di Bella era bella, morta era morta di Rosa Mogliasso

In un libro ci si può imbattere in due tipi di musica: una, esplicita, citata per evocare un ricordo o un avvenimento, ascoltata da uno dei personaggi intenzionalmente o per caso; e un’altra, sotterranea, nascosta, che emerge evocata dalle vicende, dalle atmosfere, dagli ambienti o dalla scrittura stessa. Ed è proprio da queste colonne sonore, normalmente silenziose e nascoste tra le pagine di un libro, che nasce Songbook, Note a margine.

Bella era bella, morta era morta:

Una donna
Bella era bella, e morta era morta. Elegante pure, di quell’eleganza misurata tutta giocata sulle sfumature del beige, tipica di certe giovani donne che, come lei, volevano piacere ma, al tempo stesso, non volevano strafare. Solo le scarpe erano un tantino esagerate, rosse, troppo tacco e troppo aperte sulla punta, con le dita dei piedi che fuoriuscivano dalla tomaia e si allargavano come un ventaglio di carne dai vertici smaltati di rosso, la stessa sfumatura di rosso carminio delle scarpe.
Kate Bush – Red Shoes – 1993

 

Carlotta Bitonti
Ora, la questione era molto semplice: fare finta di niente, richiamare il cane all’ordine, proseguire e leggere la notizia sul giornale. Oppure telefonare al 113 e, magari, ritrovarsi a passare la giornata, che già era cominciata male, in questura.
Decise di proseguire, non era il momento giusto, non poteva davvero affrontare altre forme di stress, lo stress invecchia, imbruttisce e, soprattutto, orrore: ossida!
Carla Bruni – Le Ciel Dans Une Chambre – 2002

 

Valentina e Jacopo
Il ragazzo e la ragazza avevano registrato con sollievo il fatto che la signora con bassotto abbandonasse il campo. Quello era il loro posto, ci venivano tutte le mattine quando decidevano di tagliare da scuola e, ultimamente, non passava mattina che non lo decidessero.
Le ragioni per cui tagliavano da scuola erano molteplici. Intanto gli ormoni… Ma, oltre gli ormoni, le ragioni erano ancora tante, molteplici e articolate: per esempio la possibilità di fumarsi una canna in santa pace, perché prima di consentire agli ormoni di liberare tutta la loro esplosiva energia, una canna di marijuana era l’ideale.
Nirvana – The Man Who Sold The World – 1994

 

Un uomo
L’uomo che stava urlando aveva cominciato a urlare tre anni prima, subito dopo essere uscito dal “repartino”. A quel punto della vita, gli erano rimaste due sole cose che gli piacessero: gli uccelli in volo e urlare per strada. Gridava camminando a passo ben spedito, come se avesse avuto un posto dove andare, come se fosse diretto da qualche parte precisa; gridava e la gente faceva finta di niente, ma gli girava alla larga.
«SONO VIVO SONO VIVO VAFFANCULO ANDATE TUTTI AFFANCULO». Lanciò una delle scarpe verso il fiume e accostò l’altra al cuore, la strinse forte, la cullò, la strinse ancora più forte e si avviò deciso verso il suo rifugio, con l’amara consapevolezza che, anche quella volta, quando lui aveva cominciato a gridare, nessuno aveva reagito, solo le anatre si erano alzate in volo.
Gavin Bryars – Jesus’ Blood Never Failed Me Yet – 1993

 

Alfonso Petrucchetti

Mentre Alfonso Petrucchetti in arte Karuna procedeva deciso, gli occhi rivolti in alto, intento a scrutare come un sacerdote àugure il volo degli uccelli, qualcosa in basso, qualcosa di appoggiato sulla terra e ben lontano dal cielo, lo fece inciampare.
Lo sguardo si abbassò rapido sull’ostacolo: si trattava di un corpo silente e immobile.
Donna.
Bella.
Elegante.
E morta.
Sicuramente morta.
Che fare?
Ravi Shankar – Song From The Hills – 1964

 

Un Ragazzo su un albero

“Scusi, le spiace restituirmi la borsa?”
Phil Ochs – Outside of a Small Circle of Friends – 1967

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