Bye bye vitamine!

  • 26 dicembre
    Stasera un uomo ha trovato i pantaloni di papà su un albero addobbato con le lucine natalizie. Questo sconosciuto ha chiamato e ha detto: «Ho qui un paio di pantaloni. Sono di un certo... Howard Young?».
    «Oh, cazzo» ho detto. Ho messo giù il telefono e ho controllato che papà fosse in casa e avesse i pantaloni. Era in casa, e ce li aveva.
    Ieri, su ordine di mamma, ho preso un pennarello indelebile e scritto il nome di papà e il nostro numero di telefono sulle etichette di tutti i suoi vestiti

    Poi, a quanto pare, papà deve aver lanciato i vestiti numerati sugli alberi in segno di protesta. Ora i suoi calzoni e le sue camicie pendono dai rami lungo tutta Euclid Street. In questo periodo gli alberi in centro sono decorati a festa, e l’uomo che ha telefonato, mentre passava in macchina, aveva notato i vestiti illuminati.

    27 dicembre
    Al mattino, quando vado a recuperare i vestiti, alcuni operai municipali stanno togliendo le luminarie dagli alberi e i fiocchi decorativi dai lampioni

    Uno di loro slega un fiocco e lo butta per terra verso il collega. I grossi fiocchi d’oro brillante sono ammucchiati sul cassone di un enorme pick-up parcheggiato in piazza.
    Nella stessa piazza un tale sta dicendo, esasperato, al suo cane: «Perché fai così?». C’è un bimbo con gli occhiali da sole su un passeggino.
    «Papà, con tutto il lavoro che ho fatto» dico quando torno a casa. Ho raccolto un paio di pantaloni, due camicie, alcune cravatte annodate.
    «Non è necessario» dice papà con rabbia quando gli restituisco i vestiti

    Sono arrivata la vigilia di Natale. Sono a casa per le vacanze, come fanno tutti. È passato un sacco di tempo dall’ultima volta. In circostanze normali – le circostanze che erano diventate normali – sarei andata da Joel. Sua madre avrebbe preparato le ghirlande di popcorn e suo padre avrebbe cucinato un dolce natalizio. Il suo fratello gemello ci avrebbe provato con me. In bagno ci sarebbe stato uno spazzolino nuovo con il mio nome scritto su un’etichetta regalo, nella calligrafia di sua madre: ruth

    Quest’anno, senza un posto dove andare – senza Joel e senza Charleston – sono tornata a sud. Saranno passati tre o quattro Natali. Da San Francisco, dove vivo, sono solo sei ore di macchina. «Vedi tu» mi ripeteva Joel ogni volta, ma io sceglievo sempre Charleston. Buon Natale dicevamo ai miei genitori al telefono, con il vivavoce.
    A parte il fatto che mio fratello Linus se n’è andato, tutto è uguale al solito. Mamma ha decorato il suo ficus più grande con nastri, lucine e con gli addobbi che avevamo realizzato da piccoli – maccheroni pitturati che incorniciavano le nostre foto di scuola, vecchissime arachidi che avevo trasformato in pupazzi di neve dai volti apatici

    Ha appeso le nostre calze sopra il camino, anche quella di Linus. Quando ho chiesto se potevo aprire un pupazzo di neve per vedere com’era ridotta l’arachide all’interno, mamma ha detto severamente: «Non ci provare».
    La mattina di Natale papà ha tirato fuori un taccuino rosso minuto e sciupato. Mi ha spiegato che ce l’ha da quando ero piccolissima, dentro ci sono lettere indirizzate a me. Aspettava il momento giusto per farmele vedere, ma gli era passato di mente – pensate un po’ – fino a ora

    Mi ha mostrato una pagina:
    Oggi mi hai chiesto da dove viene il metallo. Mi hai chiesto che sapore hanno i germi. Eri preoccupata perché non trovavi più i tuoi guantini. Quando ti ho chiesto com’erano fatti, hai detto: Hanno la forma delle mie mani.
    Poi ha chiuso il taccuino di scatto e ha detto, come se fosse arrabbiato: «Basta così».

    “Rachel Khong è un’incantatrice, e noi siamo le fortunate vittime della sua magia”. LAUREN GROFF

    Rachel Khong

Rachel Khong Bye bye vitamine!

Traduttore : Silvia Rota Sperti
Numero Pagine : 192
Prezzo : 17 €
ISBN : 978-88-94938-19-7
In libreria da : 21-02-2019

Dopo la fine della sua relazione con Joel, Ruth torna dai genitori, ma il momento è tutt’altro che felice: suo padre Howard, un autorevole professore di Storia, sta lentamente perdendo la memoria e agisce senza rendersene conto, come quando getta i propri vestiti sugli alberi attorno a casa. Sua madre Annie, convinta che tutto dipenda da una dieta povera di vitamine, smette di cucinare e chiede alla figlia di restare. Comincia così un anno che Ruth racconta giorno dopo giorno in un diario, facendo scorta dei ricordi che la mente del padre non riesce a trattenere. Con la complicità di Theo organizza un finto corso di studi per permettere a Howard di insegnare ancora; e scopre un taccuino in cui suo padre ha trascritto i momenti più belli e indimenticabili di Ruth bambina, in attesa di consegnarle quegli attimi vissuti insieme.
Bye bye vitamine! parla della memoria che si conserva e di quella che si perde, della distanza tra la vita che vorremmo e quella che ci è toccata. E racconta con gentile ironia le gioie e i fallimenti quotidiani, affidando alla parola il compito di catturare il presente e custodire eternamente il passato.

Questo libro è per chi è salito su un autobus senza saperne la destinazione, per chi passeggiando in città trova calzini abbandonati sui marciapiedi, per chi sente il sole sorgere nella testa dopo una dose di magnesio, e per chi è fuggito lontano per mettere in salvo la perfezione di un ricordo, ma poi ha trovato il coraggio di accettare l’imperfezione della realtà.