La metà del Diavolo

  • Primo movimento
    1

    Pierre Castan apre gli occhi.
    Dietro il parabrezza sporco, il mondo è ancora lì: un’area di servizio oppressa dal caldo.
    Erba gialla pestata e logora. Pattumiere colme di rifiuti.
    Tavoli da picnic in cemento che mostrano monconi di metallo arrugginito agli angoli. Fazzoletti sporchi di merda, a coprire la merda stessa, sparsi fra i cespugli che costeggiano la recinzione dell’autostrada. E oltre, campi mietuti fino all’orizzonte

    Mosche che volteggiano sui fazzoletti macchiati. Mosche sul parabrezza, brevi ronzii. Non fermarsi. Né sulla morbidezza della cacca rammollita. Né sulla curva rovente del vetro.
    Lucilia caesar o mosca verde. La mosca della merda.
    Falso: si nutre di nettare e di polline. In compenso depone le proprie uova sulle carogne, che saranno il primo nutrimento delle larve.
    La Lucilia caesar merita di essere osservata al microscopio: dorso verde dai riflessi gialli, occhi arancioni, ali traslucide e ben sagomate, sei zampe articolate, peli simmetrici su tutto il corpo, come altrettanti sensori

    La Lucilia caesar è una perfetta creazione della natura. Le siamo debitori per la sua instancabile attività di impollinazione.
    Ha una speranza di vita di tre giorni. È un pilastro del ma, Valutazione degli ecosistemi del millennio: benefici che gli esseri umani traggono dagli ecosistemi senza dover fare nulla in cambio. Servizio gratuito, mutualità sociale del bene comune.
    Fra questi servizi, quello di essere tra i primi insetti a far visita a un corpo in decomposizione

    Dietro il parabrezza sporco, Pierre Castan non si muove.
    Fissa la mosca quando la mosca si fa vedere. La camicia è un lago di sudore, e il sudore è colato sotto la cintura e dentro i pantaloni di tela, nel solco fra le natiche. Ha chiuso tutti i finestrini e lasciato la sua Renault Vel Satis in pieno sole. Motore spento, niente aria condizionata. Fa credere al suo corpo che il calvario sia iniziato, che morirà così, disidratato.
    Gli fa credere di essere in trappola, di non poter sbloccare la portiera, che i vetri sono infrangibili

    Il corpo ci casca. Allora comincia a ribellarsi, a inviare segnali di malessere: sete, crampi allo stomaco, formicolii alle cosce, sudorazione eccessiva. La lingua si gonfia in bocca.
    Schiuma bianca agli angoli delle labbra.
    Da tre ore il suo ombelico è una piscina. Prima un breve sonno. Poi il risveglio. Ora l’attesa, che lui prolunga.
    Morire richiede tempo. Disperdere i cinquanta litri d’acqua contenuti in un corpo di settantacinque chili. Il suo peso, dopo che ha perso una quindicina di chili in autostrada

    Pierre Castan sa esattamente che cosa accadrà al suo corpo se gli nega lo stimolo della sete e il gesto istintivo di aprire la portiera: finirà per addormentarsi sempre più spesso. La sudorazione diminuirà gradualmente così come la produzione di urina. L’acqua delle cellule penetrerà nel flusso sanguigno. Le cellule si contrarranno, funzionando sempre peggio. I tessuti dell’organismo cominceranno a seccarsi. Poiché le cellule cerebrali sono le più sensibili alla disidratazione, inizierà a dare segni di confusione

    La pressione arteriosa scenderà sotto il limite minimo, provocando
    vertigini e una sensazione di imminente perdita di coscienza, fino allo shock ipovolemico. Conseguenze: lesioni gravi agli organi interni, fegato, reni, cervello.
    E infine, il coma.
    La liberazione.
    La morte.
    Assenza di lacrime. Un vantaggio della disidratazione.
    Nessuna decomposizione del corpo e avvio del processo di mummificazione. Morte secca, senza rigonfiamenti. Senza gas. Senza putrefazione

    Che classe.
    Ma.
    Dietro il vetro sporco, c’è l’area di servizio oppressa dal caldo di agosto.
    L’erba gialla, consumata e logora, che mette a nudo la terra secca e polverosa.
    Le pattumiere simili ad ascessi che traboccano di zuccheri e grassi.
    I tavoli da picnic dagli angoli mutilati.
    I fazzoletti profumati carichi di merda.
    Le mosche.
    Dietro il vetro sporco, Pierre ha deciso di trascurare l’attività degli uomini: due camper, quattro automobili, una moto

    In questo momento, i passeggeri sono ammassati intorno alla sua auto, tranne i bambini, tenuti in disparte.
    Picchiano sui vetri della Renault. Mani, fedi che tintinnano sul vetro. Scoppi di voci che si sovrappongono le une alle altre.
    Li capisce: urgenza, concitazione, paura.
    Pierre osserva i loro volti gonfi, sudati.
    Vede l’interno delle loro bocche: le loro lingue, i loro denti, le loro parole. Prende atto della vanità di tutte quelle vite in vacanza. Pensa ai loro intestini, a quello che si trova al loro interno quando si apre un corpo dallo sterno al basso ventre, a tutta la merda digerita, macerata

    Tutta la merda che rivela ciò che siamo.
    Pierre Castan chiude gli occhi. La trova commovente.
    Vista da una certa altezza, l’umanità è commovente. La sua mano si muove, suo malgrado. Avrebbe voluto restare a morire in auto, ma sente un uomo aprirsi un varco tra la piccola folla con un cric. Sta per spaccare il vetro, chiede a tutti di allontanarsi.
    Pierre Castan non può morire.
    Non ancora.
    L’indice aggancia la maniglia della portiera, che scatta e si apre

    Vento caldo, una Babele di voci:
    «È cosciente?».
    «Schnell! Holt einen Krankenwagen!».
    «Che cosa ha detto?».
    «Di chiamare un’ambulanza».
    «Cosa sta succedendo?».
    «Com’era il numero...?».
    «¿Cómo se siente, señor?».
    «Che idiota».
    «Sir, Sir, can you hear me?».
    L’Europa in libera uscita, cazzo.
    Capisce le loro lingue. Quello che non riesce più a capire è il senso.
    Le vacanze in famiglia. Le vacanze da soli, in due, con l’amante, gli amici, i cani, i criceti

    Le vacanze in agosto.
    Prima, anche lui era così. Ottimista, in un certo senso.
    Credere nel futuro, nella promessa del piacere da dépliant: un tentativo di felicità.
    Domanda: come fa Pierre a sapere tutte queste cose, le caratteristiche della Lucilia caesar, i sintomi della morte per disidratazione, gli elementi presenti all’interno di un corpo aperto dallo sterno al basso ventre?
    Risposta: Pierre Castan è stato medico legale per diciassette anni e le mosche verdi sono una chiave fondamentale dell’entomologia forense


    Pierre si volta, li guarda. La sua voce è calma e affaticata.
    Tra le cinque lingue che parla sceglie il francese, perché è la sua lingua madre:
    «Levatevi dalle palle».
    Lui le conosce, le mosche verdi.

    “Apri gli occhi, Pierre. È oggi. La terza. Una bambina. Fra gli otto e i dodici anni. Sull’autostrada. Nessuno potrà più invocare il caso”.

    Joseph Incardona

Joseph Incardona La metà del Diavolo

Traduttore : Claudine Turla
Numero Pagine : 278
Prezzo : 17 €
ISBN : 978-88-99253-32-5
In libreria da : 26-05-2016

Pierre vive dove la sua vita è cambiata per sempre, pochi mesi prima. In autostrada. Cerca vendetta, si guarda intorno e aspetta.
Ingrid aspetta Pierre a casa, di lei rimane solo un corpo senza desideri.
Lola vive in autostrada come Pierre e non ha desideri, sopravvive e soddisfa quelli degli altri. I desideri di Pascal non rimangono chiusi nella sua testa ma chiedono di uscire dalla cicatrice che porta sul cranio.
A metà agosto, quando il caldo soffia sull’asfalto e non rimane altro desiderio che le vacanze, tutto ha di nuovo inizio.
Una ragazzina viene rapita.
Allarme nazionale.
Il capitano Julie Martinez arriva sul posto.
E poi sirene, uniformi, cani, parole, paura. E poche ore di speranza.

Un noir elegante, teso, che racconta il nostro presente con disincanto: la forza del destino che cancella le storie personali, gli oggetti che travalicano i loro confini, il passato che, sepolto sotto terra, reclama il suo posto nel mondo.

Questo libro è per chi sbaglia sempre l’ora di partenza e si trova in coda a guardare nelle altre macchine, per chi conserva in un libro la lettera d’amore di uno sconosciuto, per chi ama il profumo della pioggia in estate e per chi vorrebbe credere al destino ma si deve preoccupare di limitare i danni del futuro prossimo.

Songbook di La metà del Diavolo

LA META’ DEL DIAVOLO

L’autostrada
Miles Davis – Sur l’Autoroute – 1958

Pierre – La Pistola
Jungle – Son of a Gun – 2014

Ingrid – Bloody Mary
Amy Winehouse – Love is Losing Game – 2006

Pascal – Volkswagen California
? and the Mysterians – 96 tears – 1972

Lucino – Alfa Romeo
New York Dolls – Trash – 1973

Julie & Thierry – Le Sigarette
Etta James – These Foolish Things – 1962

Chet Baker – These Foolish Things – 1962

Lola – L’amore
Omara Portuondo – Nosotros – 2010

Tia Sonora – Le Carte
Francesco De Gregori – Rimmel

L’autostrada
AC/DC – Highway to Hell – 1979

Rassegna Stampa online di Joseph Incardona

Su Radio Libri
Su Mangiapagine
Su Blog con vista
Su Contorni di Noir
Su Fahrenheit
Recensione su Farmacia Letteraria
su Repubblica Parma
Su La Balena Bianca
Su Emozioni in Font
Su Senzaudio

Joseph Incardona si presenta al pubblico italiano