Meglio sole che nuvole

  • Uno

    E così ho veleggiato sui mari arrivando a...


    No. Non ho veleggiato sui mari. Ho guidato verso sud sulla i-95 per giorni finché non è finita, e mi sono ritrovata di nuovo a Miami.
    Non è un paese per vecchie.
    Io non sono ancora vecchia, ma ho il cuore malato di un vecchio desiderio, e sono tornata in questo luogo di musica sensuale per capire se non sia arrivato il momento di congedarmi dall’amore.
    Che delizia esser liberi dal mostro che toglie il senno, la lussuria!
    Così dice Socrate, secondo Platone

    Potrebbe anche essere.
    Ho appena trascorso un mese con te, Sir Gold, lassù dove comincia la 95. Dopo trent’anni dall’ultima volta che ti ho visto, trent’anni di disastri con gli uomini, un giorno sei caduto dal cielo nella mia cartella della posta in arrivo. Il tuo nome era là, e sono rimasta a fissarlo per un bel pezzo.
    Ehi della nave! dicevi alla fine, quando ho cliccato sul messaggio.
    Prima, per un anno, c’è stato uno scambio di foto e di parole. Poi ho preso un aereo e ti ho raggiunto per una settimana di ceviche, passeggiate fra le ortensie e vasi greci

    Poi mi hai chiesto di tornare e di restare per qualche tempo nella tua casa di pietra in cima alla collina.
    Anche queste parole sono rimasta a fissarle per un bel pezzo.
    Porta Ovidio! dicevi. Porta il gatto.
    Non sei ancora qui? hai detto, quando mi ero appena messa al volante.
    Hai affumicato una trota per me, hai strappato bracciate di verdure dal tuo orto, mi hai preparato una tarte tatin. Hai addirittura riempito la tua piscina solo perché potessi nuotare.
    Abbassando lo sguardo sul mio corpo nudo e invecchiato, hai detto con un sussurro, Ma guarda!
    Più tardi hai detto, Non è buffo tutto questo, dopo tutti questi anni?
    Vieni più vicina, hai mormorato nel buio

    E al mattino: fischiettando felice passeggiavi col cane nell’erba bagnata, poi ti precipitavi da me che ero ancora a letto.
    Ho pensato, Possibile?
    Il lieto fine?
    Ma trascorso il mese... ah, be’, chissà. I tuoi occhi verde nocciola si sono riempiti di sofferenza, e hai deciso che era meglio restare come stavi, solo il cane, la casa di pietra, la collina.
    Grazie per essere venuta quassù.
    Sono schizzata verso sud sulla 95 pensando, Devo veramente darci un taglio

    La Mini scossa dai miei singhiozzi, canzoni rock a palla a intensificare il dolore, sette ore con l’acceleratore a tavoletta.
    Ma dare un taglio a cosa di preciso? Questo devo chiedermi.
    Non sono stati forse decenni di comico disastro?
    Dovrebbe essere una buona cosa dare un taglio a un disastro.
    Mi sono fermata vicino ad Annapolis per andare a trovare mia madre. Lei sì che ha veleggiato sui mari dell’amore, fin dalla lontana Australia. La sua è stata una lunga carriera con gli uomini, e mi ha trascinato con sé attraverso una sfilza di mariti, seguiti da fidanzati, seguiti da quella razza di uomini che spariscono all’alba, finché alla fine i mari si sono prosciugati e lei è approdata a riva da sola

    Mia madre è al corrente di tutti i miei vagabondaggi. L’andare errando, così lo chiama lei.
    Anche tu? mi ha detto una volta. Oh, povera cara.
    Quando ho parcheggiato davanti a casa sua, a Woods Landing, è venuta alla porta ondeggiando come un’acacia australiana: mia madre oscilla e s’inclina anche da seduta. Ha perso la funzione labirintica, dicono i medici, una frase che ci ha stregato. Lei sostiene di non soffrire di vertigini; un giorno l’orizzonte ha cominciato a pendere, e non è più riuscita a farlo smettere, tutto qui

    Sono entrata e l’ho guardata sbandare e barcollare dalla parete al frigo, poi è crollata su una sedia circondata dai suoi uccelli intagliati e dipinti, aggrappandosi al tavolo per sicurezza.
    Guardati, le ho detto. Questa storia deve finire. Ti serve un progetto. Mi senti? Il progetto di dove andare a vivere nell’immediato futuro. È arrivato il momento.
    Si è girata, guardava altrove. Non parliamo di me, ha detto. Parliamo di te, ragazza prepotente. Com’è andata?
    Intendeva il mese di convivenza con Sir Gold

    Mia madre aveva sentito parlare di lui trent’anni prima, quando mi aveva spezzato il cuore per la prima volta. Poi ancora e ancora, nel corso di quest’ultimo anno in cui tutto sembrava di nuovo autorizzare buone speranze.
    Ho scosso la testa.
    Mi ha esaminato pensosa. Dopo un attimo ha sospirato.
    Bene, ha detto posando la sua mano lentigginosa sulla mia. Molto bene. Forse, cara, dovresti lasciar perdere questa storia. Forse è arrivato il momento.

    Mi sono rimessa in auto e ho guidato verso sud con la testa annebbiata


    L’ultima possibilità è perduta! L’odissea è finita!

    “Un fuoco d’artificio luminoso ed effimero, sensuale e malinconico, pieno di un umorismo che illumina e ferisce allo stesso tempo”. LAUREN GROFF

    Jane Alison

Jane Alison Meglio sole che nuvole

Traduttore : Laura Noulian
Numero Pagine : 272
Prezzo : 18 €
ISBN : 978-88-99253-89-9
In libreria da : 14-06-2018

J, la protagonista di questo libro, nel mezzo del cammin della sua vita ha deciso di congedarsi dall’amore. Il suo matrimonio è fallito, non ha figli, e l’ultimo incontro con Sir Gold è stato un disastro, così come i tentativi di ritrovare le sue vecchie fiamme. J torna allora a Miami, ai cieli blu della città di vetro, agli orizzonti sfarzosi della baia di Biscayne, e si prende cura di un gatto e di un’anatra malandati mentre osserva i bizzarri inquilini del suo grattacielo e traduce brani di Ovidio. Le eroine delle Metamorfosi, trasformate dall’amore in piante, pietre o mostri, la guidano alla scoperta dei suoi sentimenti e nella ricerca di uomini da amare solo con la fantasia. Finché un giorno, scrutando il balcone del ventiduesimo piano, vede una donna dalla chioma biondo platino che lascia cadere qualcosa nel vuoto…
Con una scrittura poetica e sensuale, Jane Alison racconta di una donna delusa dagli uomini, che esplora le terre instabili del cambiamento e della solitudine per riprendere in mano la sua vita e accettare, finalmente, il suo desiderio di amare ed essere amata.

Questo libro è per chi inciampa e cade quando cammina con il naso per aria, per chi si sveglia al mattino con una canzone in testa e trova nascosti in quelle parole i saggi consigli del cielo, per chi ha salvato un uccellino ferito e ne ricorda il battito del cuore tra le mani, e per le ninfe che, scappando dall’amore feroce di un dio, si tuffano nella terra e conquistano l’immutabile serenità delle piante.

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