Sembrava una felicità

  • 1.

    Le antilopi vedono dieci volte meglio di noi, avevi detto. Era l’inizio o quasi. Significa che in una notte tersa riescono a vedere gli anelli di Saturno.

    Accadeva mesi prima che ci raccontassimo tutte le nostre storie, e anche all’epoca qualcuna sembrava troppo piccola per darle importanza. Ma allora perché mi sono tornate in mente proprio adesso? Adesso che sono così consapevole di tutto.

    I ricordi sono microscopici. Minuscole particelle che sciamano in gruppo e da sole

    Folletti operai, li chiamava Edison.
    Entità. Lui aveva una teoria sulla loro provenienza e quella teoria era lo spazio cosmico.

    La prima volta che ho viaggiato da sola sono entrata in un ristorante e ho ordinato una bistecca. Quando è arrivata ho visto che era un blocco di carne cruda tagliata a pezzi e ho provato a mangiarla, ma era troppo al sangue. La mia gola si rifiutava di buttarla giù e alla fine l’ho sputata in un tovagliolo. Nel piatto ne era rimasta ancora molta, temevo che il cameriere si accorgesse che non stavo mangiando e ridesse di me o mi sgridasse

    Me ne sono rimasta lì seduta a guardarla per un bel pezzo, poi ho preso un panino, l’ho svuotato e ce l’ho infilata dentro. Senza farmi notare ho provato a nascondere il panino nella borsetta piccolissima che avevo con me, quindi ho pagato il conto e sono uscita, convinta che mi avrebbero fermata. Ma nessuno l’ha fatto.

    Passavo le giornate in un parco della città facendo finta di leggere Orazio. Al tramonto la gente usciva dal Métro e si riversava in strada. A Parigi anche la metropolitana deve essere bella per forza


    Muta il cielo, non l’animo, chi corre per mare.

    C’era un ragazzo canadese che mangiava solo farina d’avena, un francese che mi aveva chiesto se poteva controllarmi i denti, un inglese che discendeva da una stirpe di druidi, un olandese che vendeva apparecchi acustici.

    Avevo conosciuto un australiano che amava viaggiare da solo. Mi aveva parlato del suo lavoro mentre bevevamo un bicchiere sul lungomare. Quando il tuo allievo capisce, quando gli vedi quella luce negli occhi, è una sensazione pazzesca, mi raccontava

    Avevo annuito, commossa, pur non sapendo di cosa parlasse. Cosa insegni, gli avevo chiesto.
    Pattinaggio su rollerblade, aveva risposto lui.

    Quell’estate pioveva di continuo, ricordo la triste puzza di cane del mio maglione e il fastidioso rumore delle scarpe zuppe d’acqua. E in tutte le città la stessa scena: un ragazzo che scende in strada per offrire riparo con l’ombrello a una ragazza sulla soglia di casa.

    Un’altra notte nella mia vecchia casa di Brooklyn, era tardi ma come al solito non riuscivo a dormire

    Sopra di me un turbinio di scie che saltellavano scomposte, e foglie contro la finestra. Avevo sentito un brivido improvviso e mi ero messa una coperta sulla testa. È così che si portano in salvo i cavalli da un incendio, mi ero ricordata. Se non vedono, non si fanno prendere dal panico. Ho provato a capire se mi sarei sentita più calma con una coperta sulla testa. No, niente affatto, fu la risposta.

    Questo libro è per chi non dorme la notte, e legge il Libro dell’inquietudine di Pessoa, per chi si deve comprare un paio di occhiali nuovi e sa già che li prenderà fuori moda, per chi non ha mai pensato di fare yoga e vorrebbe una riproduzione fedele del Golden Record lanciato in orbita con il Voyager nel 1977.

    Jenny Offill

Jenny Offill Sembrava una felicità

Traduttore : Francesca Novajra
Numero Pagine : 168
Prezzo : 16 €
ISBN : 978-88-99253-01-1
In libreria da : 19-03-2015

Sembrava una felicità è il ritratto di una donna, ma è soprattutto una riflessione sui misteri dell’intimità di coppia, della fiducia, della felicità e dell’amore. L’eroina creata da Jenny Offill, prima io narrante poi “Moglie”, si confronta con una serie di eventi felici e di catastrofi – le ambizioni personali in stallo, la scoperta dell’altro, la nascita di una bambina, il proprio ruolo di moglie, amante e madre, e infine il tradimento del marito.
Con un linguaggio che brilla di arguzia e feroce desiderio, Jenny Offill ha realizzato una storia d’amore venata di suspense che ha la velocità di un treno che sfreccia nella notte a tutta velocità.
Sembrava una felicità è un romanzo da divorare in una sola seduta, anche se le intuizioni e le meditazioni che propone continuano a emozionare nel tempo.
Jenny Offill e l’attrice americana Maggie Gyllenhaal stanno lavorando al progetto di un film tratto dal libro.

Sembrava una felicità è stato dichiarato Libro dell’anno 2014 da The New York Times Book Review, The Observer, The Guardian, The Times Literary Supplement.

Questo libro è per chi non dorme la notte, per chi legge Il libro dell’inquietudine di Pessoa, per chi si deve comprare un paio di occhiali nuovi e sa già che li prenderà fuori moda, per chi non ha mai pensato di fare yoga e per chi vorrebbe una riproduzione fedele del Golden Record lanciato in orbita con il Voyager nel 1977.

“Un romanzo che volge il suo sguardo in molte direzioni, e riluce di differenti colori emozionali. Spesso è molto divertente, spesso è doloroso; è un romanzo sincero e diretto, e poi anche ironico e capriccioso. Jenny Offill è una narratrice curiosa, arguta, intellettuale, letteraria, insonne… e soprattutto decisamente onesta sia sugli altri che su se stessa. In una parola: è viva.” – James Wood, The New Yorker

“Ingegnoso, sottile e pieno di colpi di bellezza, è un libro che si può leggere tutto d’un fiato e che poi continuerà a emozionare nel tempo. Lo stile e la cura per i dettagli rendono questo libro un must-read.” – Publishers Weekly

Backstage Del Libro

Dear Eugenia,
Thanks so much for writing. I am thrilled to be part of your new press. I love that you try to publish hybrid things. Please let me know what I can do to help with the launch. Maybe I’ll even make it over to Italy next summer.
best,
Jenny

Dear Jenny,
I hope you are doing fine.
I am sending here below our book jackets, I hope you will enjoy it.
The illustration is by Laurindo Feliciano, whom we met in London and loved from the beginning.
I do hope you like the title we chose for Dept of Speculation in Italian.
After a long discussion, we chose “Sembrava una felicità” (It seems a (kind of) happiness, the meaning).
It comes literally from the sentence (It seems a sturdier kind of happiness) but not just from it.
Happiness and loneliness in a a search of a woman’s identity, this the concept we looked for, and we think that this title is able to convey it elegantly and fiercely to the readers. Moreover with Laurindo’s image.
The translation of Dept of Speculation was very difficult, because Dipartimento di Speculazione did not work. Dipartimento in Italy is something like an office, but it often used to mention public and government offices, something related to bureaucracy. Speculation reminds more an essay than a novel book.
We thought about Ufficio Pensieri, to keep your title, but after a talk with our readers and a chosen group of booksellers, we picked Sembrava una Felicità, so now this is what we would like to submit to your approval.
I hope you liked and I am eager to hear your thoughts.
Hoping to hear from you soon,
best,
Eugenia

Dear Eugenia,
I think the new title sounds perfect. It captures the spirit of the book well.
I like the cloud part of the cover, but I have some concerns about the pink. I like the orange one.
I prefer my covers to be less girly; the pink in particular is not pleasing to me.
I’d like it to be picked up by men as well as women. Is there room to tweak it a bit?
I know you guys have put a lot of work into it so I don’t want to be too disruptive but thought.
I should weigh in a little. I do love the font and the cloud is nicely surreal.
I’m thrilled to be in your lineup with Kent Haruf too!
Jenny

Dear Jenny,
first of all I am very happy you like the title, we put a lot of thoughts into it.
I do love the image, and I think it can ‘talk’ to women and men at the same time (we had some men reviews of your book in the meantime, and I will send you soon their feelings about it, if you are interested) because it speaks in a surreal way of relationships, love, but also of confusion, desires and distance. The image has a surreal but also an ironic taste, in my opinion.
I agree it can be hard for a man to pick the pink one, let’s go with the orange, I understand your feelings, even if I am the one who pushed for the pink cause I love this color a lot.
All my best
ed

 

Stralci del commento della traduttrice Francesca Novajra, 14 maggio 2014

La storia di una donna, una scrittrice, che si sposa, diventa madre, attraversa quella vita matrimoniale che non avrebbe mai pensato di scegliere, con tutti gli alti e i bassi del caso. Un aborto spontaneo, una nascita, un tradimento subito, lo smarrimento, il lavoro, l’insegnamento e la scrittura.
Una vita come tante, all’apparenza.
Ma Dept. of Speculation di Jenny Offill ti adesca all’amo dalla prima pagina e non ti lascia più. Ti cala dritto dritto in un periodare lapidario… E via via che leggi, quella cadenza crea assuefazione. Un romanzo che in certi momenti sembra un diario di bordo, in altri ricorda un mémoire, in altri ancora un flusso di coscienza ritmato da spazi bianchi (che hanno una valenza precisa, anche nella scrittura)… Un Ufficio speculazioni, come recita il titolo originario, sulla vita, su se stessi, sugli altri, sul mondo… Un romanzo ambientato in un contesto molto domestico ma che a tratti richiama il romanzo filosofico e il romanzo di idee… Un romanzo a tratti autobiografico – anche l’autrice ha pubblicato il suo secondo libro a distanza di quindici anni e insegna scrittura [alla Columbia] – inizialmente pensato con una struttura più convenzionale, ha poi preso naturalmente questa forma più sperimentale.
Un bel libro, scritto bene, ben calibrato. Un libro che dice le cose come stanno, che comprerei e leggerei d’un fiato.

 

Stralci del commento di Gaia Mazzolini, responsabile editoriale NN, 14 maggio 2014

La capacità di leggere un libro come questo presuppone una capacità di distacco, anche ironico, da se stesse e dalla propria vita. Non è per chi è donna, lavoratrice, moglie e madre e cerca un libro che possa recarle conforto, aiuto, consigli e sollievo. È per chi è donna, lavoratrice, moglie e madre (o semplicemente è donna dentro una relazione, oppure ha a cuore ossessivamente le problematiche relazionali…) e già sa che non riceverà alcun aiuto immediato da questa lettura, ma al contrario acuirà il suo cinismo e la sua passione per il pensiero intrigante versus un pensiero portatore di un benessere di stampo semplificato…
E nonostante tutto, è un libro che parla realmente di felicità.
La sua stessa struttura, a paragrafi, punteggiata di frammenti di pensieri e citazioni filosofiche, poetiche, letterarie, astronomiche… e anche molte curiosità bizzarre, diventa un percorso di lettura catartico, un puzzle dove ogni pezzo, all’inizio inspiegabilmente, ma via via in modo sempre più chiaro e netto, compone un quadro d’insieme che lascia completamente appagati. E soprattutto appaga anche le donne più ciniche e prevenute….

 

Rassegna Stampa online Offill

Brunella Schisa intervista Jenny Offill su Il Venerdì
Articolo di Antonella Cilento su Il mattino
Recensione di Laura Pezzino su vanityfair.it
Recensione di Micol de Pas su panorama.it
Recensione di Francesca Crescentini su Tegamini
Recensione di Elena Refraschini su Via dei Serpenti
Recensione di Gaia Tarini su Barta.it
Libro del mese su MU
Recensione di Lisa Corva su Lisacorva.com
Recensione di Eleonora del Poggio su Il Paradiso degli Orchi
Recensione di Mariangela Taccogna su Mangialibri
Recensione di Patrizia Cavaliere su Le porte della notte
Recensione di Chiara Beretta Mazzotta su Bookblister
Recensione di Flavia Gasperetti su Rivista Studio
Intervista di Lisa Corva a Jenny Offill su Gioia
Recensione di Marco Denti su BooksHighway
Recensione di Marina Bisogno su Satisfiction
Video Recensione di Youbookers
Recensione si Luca Pantarotto su Holden & Company
Recensione di Lucrezia su Il Libro che Pulsa
Recensione di Sergio Donato
Recensione su Solo Libri Belli
Recensione di Maria di Biase su Scratchbook
Recensione su La Lettrice Rampante
Recensione su Doppiozero
Recensione su Il Vento distante
Su Chiara Effe in the word

Songbook di Sembrava una felicità di Jenny Offill

In un libro ci si può imbattere in due tipi di musica: una, esplicita, citata per evocare un ricordo o un avvenimento, ascoltata da uno dei personaggi intenzionalmente o per caso; e un’altra, sotterranea, nascosta, che emerge evocata dalle vicende, dalle atmosfere, dagli ambienti o dalla scrittura stessa. Ed è proprio da queste colonne sonore, normalmente silenziose e nascoste tra le pagine di un libro, che nasce Songbook, Note a margine, a cura di Danilo Di Termini.

Sembrava una felicità:
Lui aveva cominciato a lavorare in radio e faceva tardi la sera. “Dovresti conoscere il ragazzo con cui lavoro. Fa paesaggi sonori della città”. Io guardavo i piccioni fuori dalla fine¬stra. “Cosa significa esattamente?” gli avevo chiesto.
Avevo imparato che non temevi il maltempo. Volevi sem¬pre andare in giro per la città a registrare, con la pioggia, la neve o la grandine. Mi ero comprata un cappotto più caldo. Con tante tasche comode in cui tu infilavi sempre le mani.
Ti ascoltavo alla radio a mezzanotte. Una volta avevi mandato in onda la registrazione di uno scontro di atomi. Un’altra, del vento tra le foglie. Registrazioni sul campo, le chiamavi.

Luciano Berio, Bruno Maderna, Roberto Leydi
Ritratto di Città, Studio per una rappresentazione radiofonica – 1954
http://www.lucianoberio.org/node/1250

Una notte avevi trasmesso un pezzo scritto per me: il suono del camioncino dei gelati che si sovrapponeva ai gabbiani di Coney Island e alla ruota panoramica in movimento.

The Excellents – Coney Island Baby – 1962

La nostra bella baby-sitter italiana mi ha detto di aver rotto con il fidanzato. Io lo conosco, un giovane e serio musicista che la adora. “Cosa ha fatto?” le chiedo. Lei si prepara una tazza di tè. “Piangeva come un clown”.

Smokey Robinson & the Miracles – The Tears of a Clown – 1967

Qualche sera dopo spero segretamente di essere un genio. Perché altrimenti com’è che non esiste un sonnifero che riesca a piegare la mia testa? Ma al mattino mia figlia chiede cos’è una nuvola e io non so risponderle.

Stefano Bollani – Che cosa sono le nuvole – 2003

L’igienista cerca di parlare del più e del meno chiedendomi quanti figli ho. Quando le rispondo “Una”, lei mi guarda stranita. “Ma ne farà un altro?” chiede sciacquando il sangue dal lavandino. “No, non credo” le dico. Lei scuote la testa. “È solo che mi sembra così crudele fare un figlio solo. Io ero figlia unica ed è stato crudele”.

Adoniran Barbosa – Trem das onze – 1964

Per il nostro settimo anniversario, mio marito suona una canzone per me, ma è quasi troppo triste da ascoltare. Parla di matrimonio e di chi se ne andrà per primo. One of us will die inside these arms, fa il ritornello.

Iron and Wine – Naked as We Came – 2014

In questi giorni ogni canzone ha un messaggio per la moglie. Ce ne sono di particolarmente toccanti e lei le ascolta di continuo mentre cammina verso la metropolitana. Per esempio: Watergate does not bother me. Does your conscience bother you? Tell me true.

Lynyrd Skynyrd – Sweet Home Alabama – 1974

Come diceva John Berryman: Addio signore & tanti saluti.
Quei frammenti di poesia che le si attaccano addosso come ricci.

Nick Cave – We Call Upon the Author – 2007

La neve, finalmente.

Tom Waits – Sea of Love – 1989