Songbook de Le cose che restano

Songbook de Le cose che restano

LE COSE CHE RESTANO
«Una volta» disse mia madre «non esisteva il buio totale. Persino di notte, la luna era luminosa quanto il sole. L’unica differenza stava nella luce, che era blu. Vedevi tutto per chilometri e non faceva mai freddo. Si chiamava crepuscolo».
Thelonious Monk – Crepuscule with Nellie – 1963

Era troppo buio in casa. Vedevo Edgar dall’altra parte della stanza, ma non riuscivo a distinguere il suo viso… Stava canticchiando una canzone che conoscevo. Quella sulla donna che si trasforma in salice piangente.
Billie Holiday – Willow Weep for Me – 1954

Alla radio qualcuno cantava di una devil moon, una donna canaglia. Mio padre girò la manopola.
Anita O’Day – Old Devil Moon – 1957

Mia madre scoppiò a ridere quando lo vide. Si era messa i jeans e una t-shirt con davanti la scritta HO LASCIATO IL CUORE A SAN FRANCISCO.
Tony Bennett – I Left My Heart in San Francisco – 1962

Per celebrare la fine del calendario cosmico, mia madre propose di fare un viaggio a New Orleans. Ci aveva abituato da bambina ed era l’unica città che avesse mai amato, mi disse. Mio nonno era sepolto a New Orleans, e quindi saremmo andate a vedere la sua tomba, disse. In più, avremmo fatto un giro in battello e guardato le parate. Cos’altro c’è da vedere? Il sole e gli zombie, disse mia madre.
Dr John – Gris-Gris Gumbo Ya Ya – 1968

Quando raggiungemmo la machina, l’acqua era arrivata alle maniglie delle portiere. Mia madre ne tirò fuori un po’ con una tazza e discutemmo della possibilità di rimanere folgorate. Decidemmo di rischiare. Girò la chiave nell’accensione e la nostra brava macchina partì… «Quanto siamo felici?» mi chiese, e la risposta era: al settimo cielo.
Tom Waits – Sea of Love – 1989

Quando mio padre vide il disegno, mi chiese cosa volevo per natale. Dissi che volevo comprare una stella e darle il nome di mia madre. Avevo letto che costava cinquanta dollari.
Mio padre scrollò la testa. «Le stelle non sono fatte per quello»
Bill Evans – Turn Out the Stars – 1980

Un uomo canta: Dovevi essere tu. Dovevi essere tu. Mia madre accosta e scende, lasciando le chiavi in macchina, L’uomo continua a cantare.
Ray Charles – It Had To Be You – 1959