Songbook di Benedizione di Kent Haruf

Songbook di Benedizione di Kent Haruf

In un libro ci si può imbattere in due tipi di musica: una, esplicita, citata per evocare un ricordo o un avvenimento, ascoltata da uno dei personaggi intenzionalmente o per caso; e un’altra, sotterranea, nascosta, che emerge evocata dalle vicende, dalle atmosfere, dagli ambienti o dalla scrittura stessa. Ed è proprio da queste colonne sonore, normalmente silenziose e nascoste tra le pagine di un libro, che nasce Songbook, Note a margine, a cura di Danilo Di Termini.

Benedizione:

Appena gli esiti dell’esame furono pronti, l’infermiere li chiamò nell’ambulatorio, e quando il medico entrò nella stanza diede loro un’occhiata e li invitò a sedersi. Capirono come stavano le cose guardandolo in faccia.

Eels – Dead Of Winter – 1998

Lei rimase a guardarlo mentre partiva, poi sedette sul dondolo in veranda, nella penombra della casa, prese le sigarette e ne accese una. L’aria era calda e secca e limpida, ma all’ombra si stava meglio.
Philip Glass – Metmorphosis Two – 1989

Fasci di luce filtravano tra le tavole di legno delle alte pareti e attraversavano il pa¬vimento in terra battuta. Granelli di polvere e paglia si muo¬vevano nell’aria. Si sentiva il profumo intenso del fieno e il buon odore di cavallo. Si fermò un attimo per dare tempo ai suoi occhi di abituarsi all’oscurità. Poi riuscì a vedere Frank e il figlio dei Seeger.
Ry Cooder – Paris Texas – 1985

Si sedette e attese, ma non fu Clayton a comparire, fu sua moglie, Tanya, una giovane donna bionda.
Dov’è tuo marito? chiese Dad.
Lui non verrà. Ci sono qui io.
Cosa ci fai qui?
Lei entrò nel minuscolo ufficio senza finestre. Indossava un grosso soprabito, un impermeabile da uomo ampio e lungo fino ai piedi. Girò intorno alla scrivania e si fermò a meno di un best online casino metro da Dad. Poi aprì il soprabito. Sotto era nuda. Una donna giovane che aveva avuto due figli uno dopo l’altro, e si notava. Il ventre, tondo e flaccido, era segnato da smagliature bianche. Aveva i fianchi larghi. I suoi grandi seni erano un po’ cadenti. Eppure non era brutta.
Tutto questo può essere tuo, disse.
Tammy Wynette – Stand By Your Man – 1968

Perché ti sei messo a parlare di questo, mamma? disse Alene.
Perché è vero. Voglio che il tuo amico lo sappia. È successo dopo la Depressione. È una fortuna che siamo sopravvissuti.
Adesso stai esagerando disse Alene.
Lo pensi davvero? C’era della gente nelle pianure che faceva conserve di cardo e le mangiava. La gente moriva di malattie polmonari per colpa della polvere.
Woody Guthrie – Dust Pneumonia Blues – 1940

Il sermone arrivò dopo l’invito all’adorazione e il primo inno dopo che Wandajean Hall ebbe intonato Softly and Tenderly Jesus is Calling con la sua sottile, dolce, esitante voce di soprano e dopo la lettura della Bibbia, ma prima dell’offertorio, del Gloria in Excelsis deo, del Padre Nostro e della benedizione che quel giorno non ci furono proprio.
Burl Ives – Softly and Tenderly, Jesus is Calling – 1880

Si sdraiarono per terra, all’ombra dell’albero, con i tovaglioli del pranzo sul viso per tenere lontane le mosche. Alice chiuse gli occhi. Vedeva ancora la luce attraverso il tessuto. Era bello starsene sotto l’albero con quelle donne.
Ci vorrebbe un po’ di musica, disse Willa.
Qualcosa di delicato e lento, aggiunse Alene. Pianoforte o violino.
Arvo Part – Spiegel Im Spiegel – 1978

In autunno le giornate si fecero fredde, mentre gli alberi perdevano le foglie, e in inverno arrivò il vento dalle monta¬gne, e sugli altopiani della contea di Holt ci furono tempeste notturne e tormente di neve lunghe tre giorni.
Antony & The Johnsons – Knockin’ on Heaven’s Door – 2007