Acqua salata

  • Prima parte

    1
    Il mio primo cadavere è stato quello di mio nonno. Io e mia madre lo vegliammo per due giorni nella camera ardente in Irlanda, mentre della gente che non avevo mai visto veniva a porgere l’ultimo saluto. Mi spostai in fondo alla stanza perché temevo che l’azzurro delle sue palpebre mi avrebbe bucato la pelle se gli fossi rimasta accanto troppo a lungo.
    L’ultima volta che l’ho visto in vita era in ospedale. Lo salutai con un bacio, lasciandogli l’impronta delle mie labbra sulla guancia

    Il rossetto rosso vivo faceva sembrare grigia la sua pelle. Cercai di pulirlo con una manica e lui mi disse: «Oh, non preoccuparti. Lo terrò qui finché non torni». Gli presi la mano fredda e tremante sopra le lenzuola lisce.

    2
    Prima di venire in Irlanda vivevo a Londra. Ero attratta dalle luci colorate che scintillavano sul fiume nel cuore della notte e dalle schiere di belle ragazze in sandali con la zeppa che promettevano un futuro di borse di tela e piante da appartamento

    Pensavo fosse quella la vita da desiderare. Lavoravo in un bar ogni sera mentre cercavo di capire come ottenerla.

    3
    Non tornai più in ospedale.
    Durante la veglia funebre, cercai traccia del mio bacio sulla pelle del nonno.
    Non la trovai.

    4
    Londra vive di soldi e ambizione, e io ero a corto di entrambe le cose. L’intrico di cavi e linee telefoniche tesi per la città mi sembrava una rete da pesca piena di bancari e creativi generici, luccicanti di banconote e zainetti olografici

    Io ero qualcosa di piccolo, debole e indesiderato. Scivolavo tra le maglie della rete e giù nel ventre dell’oceano. Guardavo questa gente dal mio punto d’osservazione dietro il bancone. Notavo le loro unghie colorate, l’odore del loro profumo e quante volte andavano in bagno durante la sera. Loro non si accorgevano di me.

    5
    Sono solo l’ennesima assurdità. Incolore. Informe. Non esiste nulla di più terribilmente piccolo, di più terribilmente affamato di me. C’è una spaccatura che non è ancora avvenuta

    Questa sei tu prima di me. Sei una figlia e non una madre. Non ancora. Eppure: ci sono cose invisibili che ci avvicinano, perfino qui. Sprofondi in quei pomeriggi infuocati, le sue mani sul tuo corpo. Trabocchi verso di me.

    6
    Mio nonno era di Glasgow. Lui e i suoi fratelli e sorelle erano piccoli e teneri all’ombra delle case popolari. Un giorno il loro padre se ne andò al pub e non fece più ritorno. La madre morì poco tempo dopo, “di crepacuore” mormorava la gente scrollando la testa e sorseggiando la tragedia da boccali pieni di ditate

    I bambini furono spediti qua e là da sconosciuti e parenti benintenzionati. Finirono in un orfanotrofio, dove i preti li accarezzavano e li baciavano in posti terribili.
    Avevano una certa zia Kitty che viveva in un villaggio di pescatori sulla costa ovest dell’Irlanda. Questa zia li prese con sé, facendoli dormire sul fieno insieme ai suoi animali, lo sterco caldo e dolciastro gli si appiccicava ai vestiti e gli impiastricciava i capelli. I bambini andavano a scuola a piedi nudi per gli sterrati e addomesticavano i cavalli selvaggi fintantoché erano abbastanza leggeri da riuscire a stare in groppa senza cadere

    Correvano tra l’erba alta e nuotavano nel mare mosso, e impararono ad accendere fuochi spianando fogli di giornale accartocciati e oleosi e seccando legnetti al sole.
    Zia Kitty razionava l’acqua calda e obbligava chiunque entrasse in casa sua a buttarsi della sabbia sacra oltre la spalla sinistra, “per tener lontano il demonio”. Suo marito era un maggiore dell’Ira e a volte ospitavano membri del Sinn Fein in mansarda. In primavera la zia marciava per il giardino armata di forbici, mozzando la testa a tutti i fiori che osavano sbocciare arancioni

    “Un libro disarmante, che tratta con onestà temi come la gioventù, la pubertà, le relazioni madre-figlia, i conflitti di classe, la disabilità e l’alcolismo”. THE GUARDIAN

    Jessica Andrews Acqua salata

Jessica Andrews Acqua salata

Traduttore : Silvia Rota Sperti
Numero Pagine : 272
Prezzo : 18 €
ISBN : 978-88-94938-57-9
In libreria da : 30-01-2020

La vita di Lucy è cambiata molte volte: con le sfuriate e le assenze del padre alcolizzato, con l’ansia e la pena per il fratello sordo, con la bellezza dei viaggi
in Irlanda a casa del nonno. E sembra cambiare definitivamente quando si trasferisce a Londra, per studiare e per vivere lontana dalla provincia, libera da ogni legame. Ma appena laureata, Lucy volta le spalle a tutto: va in Irlanda, nel Donegal, nella vecchia casa che il nonno le ha lasciato. Si affida al cielo, al vento, al mare per ritrovare se stessa, e intanto la sua memoria si snoda in racconti brevi e impetuosi come corsi d’acqua.
Rivive l’infanzia, il rapporto profondo che la unisce alla madre, gli amori sbadati, le grandi, fameliche ambizioni della giovinezza. Nel suo cammino verso l’età adulta Lucy ha scoperto ciò che non vuole essere. E sceglie di ricostruirsi altrove, su fondamenta fatte di ricordi.
Brillante, ispirato, poetico, Acqua salata esplora la complessità dei desideri, la voglia di affermarsi e l’impossibilità di farlo rinunciando alle proprie radici; è il diario intimo e sincero di una giovane donna che si è persa inseguendo i sogni degli altri e che decide di fermarsi a recuperare i propri, cercando in se stessa la forza di ricominciare, senza rimpianti.

Questo libro è per chi si disegna le mappe stradali sulla mano prima di uscire, per chi avrebbe fatto carte false per un concerto di Pete Doherty, per chi beve succo d’arancia in un calice da champagne, e per chi ha scelto di perdere l’equilibrio scoprendo un mondo nuovo nell’ebbrezza della caduta, senza più rinnegare i propri desideri.



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