Atti di sottomissione

  • 1.
    La prima volta che l'ho visto, mi ha fatto una gran pena.
    Mi guardavo in giro alla ricerca di qualcosa da bere, avevo sete, ed è lì che è cominciato tutto.
    Era in piedi nella galleria d'arte vicino a una scultura, un oggetto grottesco. Rosa e simile a una specie di mutazione di orecchio umano.
    Era assorto in una conversazione e nel parlare indicava la scultura con veemenza. Mi sono resa conto che non era la prima volta che lo vedevo.
    Un giorno mi ero ritrovata seduta davanti a lui alla Rathmines Library e a colpirmi, allora come adesso, era stato il fatto che fosse l'uomo più bello che avessi mai visto

    Ci eravamo scambiati un lungo sguardo.
    All'epoca stavo con un altro, ma comunque non avevo mai abbordato un uomo in vita mia, non così. In seguito ci avevo pensato, ed ero arrivata alla conclusione che fosse lì di passaggio. Uno come lui, fatto come lui, non viveva a Dublino, o in Irlanda, avevo pensato. Uno così bello non poteva vivere con noi.
    Adesso era in piedi a tre metri da me e l'ho osservato di nuovo.
    Ciaran era di quel biondo soffice che tende a scurirsi tipico dei bambini quando escono dalla primissima infanzia

    Aveva grandi occhi verdi, il naso aquilino, e una bocca perfetta e ardente, da cherubino, di un rosa inverosimile e un po' contratta, come imbronciata o sempre sul punto di ridere. Era molto alto e aveva la cattiva postura di chi lo è diventato in giovane età e ha cercato di nasconderlo.
    Le mani erano eleganti e sproporzionatamente larghe, anche rispetto alle lunghe braccia a cui erano attaccate. Le ossa sembravano per certi versi più delicate di quelle di chiunque altro. I lineamenti erano anch'essi adorabili, ma a disorientarti all'inizio era la struttura del viso

    Quegli zigomi così alti da rendere gli occhi crudeli, le lunghe dita che a erravano risolutamente l'aria mentre parlava, come se stesse sistemando delle decorazioni.
    Il punto è che Ciaran non era solo incredibilmente bello, il suo corpo irradiava anche un'immensa tranquillità. La tranquillità era dietro ogni gesto, gli sguardi, le risate. Lui non cercava nulla di ciò che aveva intorno.
    In una stanza come quella, pervasa dall'arte, dove ogni persona con cui parli guarda al di sopra della tua spalla per cercare un curatore, era piuttosto sorprendente

    E anche se non sembrava particolarmente felice, appariva senza dubbio integro, come se contenesse tutto il suo mondo dentro di sé.


    2.
    Si può amare qualcuno senza conoscerlo, o conoscendolo solo di vista?
    Come posso descrivere quanto mi è successo senza usare la parola "amore"?
    Me ne stavo in quella galleria e ciò che provavo non era semplice attrazione sessuale (di cui ero vagamente consapevole, come un rumore di fondo), ma una sensazione che potrei descrivere solo come una pena solenne e angosciante

    Con ciò non voglio dire che mi sentissi superiore a lui. Per quasi tutta la nostra vita insieme avrei ritenuto Ciaran migliore di me nelle cose essenziali e in quelle superficiali.
    Con "pena" intendo che mi è bastato guardarlo per provare una profonda tenerezza per la sua condizione: quella di essere umano. In quell'istante, l'affetto e il dispiacere che di base provo per qualsiasi essere umano sono diventati così intensi da togliermi il respiro.
    Anche adesso, anche dopo tutto ciò che è accaduto tra noi, riesco ancora a esserne commossa

    n la sua. Era una questione di piacere assoluto, di bellezza totale.
    Pensate che non sia consapevole di definire il suo corpo un luogo, un oggetto? Pensate che non sia consapevole di cosa comporti il fatto che una donna parli così del corpo di un uomo? Cosa ne so del corpo di un uomo? E davvero ognuno di loro merita o ha bisogno dell'ennesimo momento di lode?
    Come ci si deve sentire a essere belli ma anche invisibili ogni volta che lo si desidera? A essere un bell'uomo?

    “Non è il semplice racconto di una relazione tossica, è l’esplorazione della vita di una giovane donna, fatta di smarrimenti ed eccessi, alienazione e masochismo”. THE GUARDIAN

    Megan Nolan

Megan Nolan Atti di sottomissione

Traduttore : Tiziano Lo Porto
Numero Pagine : 304
Prezzo : 19 €
ISBN : 979-12-80284-20-4
In libreria da : 30-09-2021

Quando lei, giovane e travolta dalla Dublino notturna, incontra lui, Ciaran, bello e risoluto, succede qualcosa di semplice e straordinario: l’attrazione rompe gli argini, si mescola alle fragilità e alle paure, diventa il significato stesso del vivere. Nasce così una relazione che per la protagonista è un alternarsi di estasi e sofferenza, di gelosia sfrenata unita a un piacere così intenso e bruciante da creare dipendenza: lei vuole annullarsi nel corpo di lui, dissolversi nei desideri fino a non lasciare più spazio alla propria identità. Mentre Ciaran, uomo emotivamente incapace e ferito, non trattiene i propri atteggiamenti malsani e crudeli. Fino all’epilogo, distruttivo e liberatorio, che apre la strada a una fuga e una rinascita.

Megan Nolan racconta una storia di anti-amore, interrogandosi su cosa significa vivere in funzione del desiderio altrui, della volontà di essere amate a tutti i costi, rinunciando a ogni filtro che non sia lo sguardo dell’altro. Attraverso un serrato monologo interiore, sincero come il cristallo, Atti di sottomissioneparla della seduzione del nulla, che può piegare il senso stesso dell’amore rovesciando certezze, moralismi, rivendicazioni e cliché, in un’estenuante battaglia interiore per la conquista delle proprie emozioni.

Questo libro è per chi sogna un amore che renda magica la pioggia, per chi galleggiando in mare aperto perde peso ma trova consistenza, per chi non sa godersi il primo bicchiere di vino perché pensa già al secondo, e per chi cerca nel corpo dell’altro un luogo di preghiera, dove dimenticare la propria carne viva e dissolversi nella bellezza assoluta.



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