La linea del sangue

  • Prologo

    Il fiume era giovane e smilzo. Al principio a orava dalla rossa terra argillosa tra i boschi di pini del Mississippi, e poi si snodava, bruno e lento, sopra un letto di minuscoli ciottoli grigi e ocra, in mezzo agli alberi, non più alto di una mano, profondo come tre uomini in piedi l’uno sull’altro, fino alle pianure verdi e sabbiose del golfo del Messico. Avanzava strisciando, ampio e stretto, attraversato da ponticelli di legno e cemento, orlato di sottili frammenti di spiaggia bianca, dentro e fuori dai boschi, prima di dividersi nel bayou e svuotarsi nel mare

    Verso la fine del suo corso, su uno di questi ponti, ritti là dove si inarcava, c’erano due adolescenti, gemelli. Scavalcato il parapetto, si tenevano aggrappati al metallo caldo e sudato alle loro spalle. Sotto di loro, l’acqua del fiume Wolf era scura e profonda, attraversata dalla corrente. Si preparavano a saltare.
    Il sole si era levato soltanto poche ore prima, ma era già rovente per essere fine maggio. Christophe, il più magro dei due, allentò le braccia e si sporse in avanti, per saggiare l’altezza

    Sulle spalle e lungo la schiena si vedevano i muscoli, sottili e allungati. Si domandò quanto fosse fredda l’acqua. Joshua, più alto, e anche più morbido per via del lieve strato di grasso sull’addome e sul petto, e con le braccia più robuste, sfiorava appena col sedere l’acciaio del parapetto, per evitare il calore. Christophe guardò il fratello, e gli sembrò che l’aria intorno a lui tremolasse tutta. Con un calcio Joshua smosse dal bordo un po’ di sabbia e ghiaia, facendole schizzare tutt’intorno

    Si mise a ridere. Christophe sentì che gli scivolavano le mani e si tenne più forte. Guardò suo fratello e sorrise, l’angolo della bocca gli si incurvò come un amo. Christophe sapeva che stava sudando più del normale, con quel caldo, per questo aveva le mani così scivolose. Lui e il suo gemello erano ancora ubriachi dalla sera prima. Di lì a tre ore li aspettava la cerimonia per la consegna dei diplomi.
    «Si può sapere che cazzo fate voi due?».
    Dunny, il cugino, era fermo sotto di loro, sulla sabbia, con una birra in mano

    Aveva parcheggiato la macchina ed era arrivato a piedi sull’argine mentre loro si sfilavano le magliette e le scarpe. La sua, di maglietta, gli ciondolava addosso, lunga e larga tranne dove gli fasciava la pancia da bevitore di birra, e i pantaloncini di jeans gli cascavano in vita. Quello era uno dei ponti più alti sulla costa. Quando erano piccoli, tutti i ragazzini di Bois Sauvage arrivavano fin lì in bicicletta e per tutto il giorno seguivano un circuito fisso: si gettavano dal ponte, nuotavano fino a riva, poi correvano in punta di piedi sul cemento rovente e si buttavano in acqua di nuovo

    Ormai i gemelli erano quasi troppo grandi per quel passatempo. A Christophe sembrava che lui e Joshua si fossero tu ati una volta sola l’estate precedente, ma non ne era sicuro. Anche se era stato Dunny, alle quattro del mattino, a istigare Christophe ad andare al ponte dopo che lui e Joshua si erano scolati una cassa di birra, Dunny alla fine si era tirato indietro. Aveva ventitré anni, era stata la motivazione, e mentre i gemelli erano ancora in grado di stare in equilibrio sul parapetto di ferro come scoiattoli su un cavo dell’elettricità, lui non ce la faceva più

    «Eppure quella più importante per loro sono io, sono sangue del mio sangue, figurati se non li conosco, sono io la madre».

    Jesmyn Ward

Jesmyn Ward La linea del sangue

Traduttore : Monica Pareschi
Numero Pagine : 320
Prezzo : 19 €
ISBN : 978-88-94938-68-5
In libreria da : 16-07-2020

Joshua e Christophe sono gemelli e vivono a Bois Sauvage, Mississippi, insieme alla dolce Ma-mee, la nonna cieca che si è sempre presa cura di loro. La madre, Cille, si è trasferita ad Atlanta per cercare fortuna, mentre il padre, Sandman, è tossicodipendente e li ha abbandonati da tempo. I gemelli si sono appena diplomati e trascorrono la loro ultima estate di libertà tra tuffi nel fiume, partite di basket e feste con gli amici. Ma devono anche iniziare a cercare un lavoro: saranno loro, adesso, ad aiutare la nonna, diventando gli adulti di casa. Joshua trova un impiego al porto e si innamora di Laila, mentre Christophe non ha fortuna e inizia a spacciare. Le strade dei due fratelli si dividono per la prima volta, e ai loro malumori si aggiungono le incomprensioni con Cille e le tensioni con Sandman, che dopo anni ricompare a casa di Ma-mee.

Jesmyn Ward ci riporta a Bois Sauvage, nei torridi giorni d’estate che precedono gli eventi di Salvare le ossa. E con voce limpida e intensa racconta le cicatrici dell’adolescenza e le forme d’amore che tengono insieme una famiglia, venature di quella linea del sangue che ispira e orienta il destino.

 

Questo libro è per chi d’estate si addormenta ascoltando il ronzio sonnolento delle api, per chi si abbandona all’abbraccio caldo della voce di Al Green, per chi ha teneramente accarezzato capelli soffici e ricci, e per i piccoli pesci cangianti che, morsi dall’amo e ributtati nel fiume, sapranno insegnare ai figli l’odore del metallo nell’acqua.



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