La mia proprietà privata

  • La matita corta

    Alla centrale di polizia mi chiedono una cosa asciutta e discreta. Mary, mi dicono, come un verbale. Mi portano sul retro, in un cortile dove pranzano sempre, e mi mostrano un alberello che purtroppo sta morendo. Un essere a quattro zampe l’aveva conciato davvero male. Non esa­gerare, dicono. Prometto di non farlo, ma tra me penso che quell’essere a quattro zampe aveva di certo esagerato e l’albero, per reazione, adesso stava esagerando mettendosi in quella strana pic­cola situazione di morire

    Tutti i poliziotti sono seduti in cortile a mangiare sandwich tagliati a metà, e me ne offrono uno. Questo è delizioso, dice un tenente, l’ha fatto mia moglie. Vedendo che è con burro di arachidi e marmellata penso che sta esagerando, ma non dico niente. Mi limi­to a guardare l’albero e a mangiare la mia metà di sandwich. Quando sono pronta, chiedo una matita, e mi danno una di quelle corte. Anche in questo caso non dico niente. Scrivo il mio ver­bale e lo consegno. È una descrizione dell’albero che vogliono regalare al comandante per Natale – intendo la mia descrizione, non l’albero – per­ché il comandante, be’, lui adora quell’albero e adora come scrivo e tutti i poliziotti sperano di conquistare il suo cuore e chissà, magari anche di avere un aumento

    E così, dopo tutto quel tempo seduta in cortile a mangiare mezzi sandwich pro­vo una bella sensazione di condivisione, e quan­do mi chiedono se ho altro da aggiungere dico che all’inizio capisci il mondo ma non te stesso e quando finalmente capisci te stesso non riesci più a capire il mondo. Sembrano soddisfatti. Beata gioventù.

    “La libertà è qualcosa di cui nessuno mai dovrebbe vergognarsi”.

    Mary Ruefle

Mary Ruefle La mia proprietà privata

Traduttore : Gioia Guerzoni
Numero Pagine : 128
Prezzo : 14 €
ISBN : 979-12-80284-22-8
In libreria da : 26-08-2021

In questo libro, Mary Ruefle, tra le maggiori poetesse e artiste americane, raccoglie pensieri, riflessioni e visioni sull’amore, sull’arte, la felicità e il tempo. A metà tra memoir e diario, La mia proprietà privata è una scatola magica, che una volta aperta mostra incredibili meraviglie: un sogno bizzarro dove Dio ti chiede quale vestito deve indossare; la solitudine sconfinata di una foresta coperta di neve; un romanzo scritto su centoquattro piatti da portata di cui ne rimane solo uno. Sono oggetti preziosi raccontati con una voce poetica intrisa di umorismo e disincanto, ma anche di fiducia e tenerezza; attraverso di loro, l’autrice ci accompagna nel mondo che conosciamo per mostrarcelo con occhi nuovi, in una libera associazione di parole e sentimenti che parte dal quotidiano per abbracciare il senso profondo dell’esistenza.

Fotografie e musica, neve e nuvole, tutto ci immerge nella trama del romanzo di noi stessi, e una tristezza che si tramuta in gioia tinge di colori speciali ogni frammento, lava la nostra mente e i nostri occhi, ci fa capire e sentire di poter essere capiti. La proprietà privata che Mary Ruefle ci offre non è che la nostra libertà, illuminata dalla saggezza dell’esperienza.

Questo libro è per chi si domanda dove vanno a finire le nuvole, per chi crede che nei versi dei poeti siano racchiusi il passato, il presente e il futuro, per chi almeno una volta ha desiderato di diventare invisibile, e per chi conosce la meraviglia delle piccole cose, l’incanto che può provocare un semplice foulard trasportato dal vento nel cielo color lavanda.



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