Sotto la falce

  • Prologo

    Quando nostra madre ci scarrozzava dalla costa del Mississippi a New Orleans per andare a trovare nostro padre ogni fine settimana, diceva: Mettete la sicura alla portiera. Mio padre si era trasferito a New Orleans dopo che i miei si erano lasciati per l’ultima volta prima di divorziare, mentre noi eravamo rimasti a DeLisle, in Mississippi. Inizialmente mio padre viveva in una modesta abitazione con una sola camera da letto, tutta gialla, con sbarre alle nestre. Era a Shrewsbury, un piccolo quartiere nero che si allargava sotto il cavalcavia, in direzione nord

    A nord la casa confinava con un capannone industriale recintato, e a sud con il chiasso metallico delle macchine che sfrecciavano sull’autostrada sopraelevata. Io ero la più grande di quattro fratelli, e in quanto primogenita ero anche quella che ordinava a mio fratello Joshua, alle mie sorelle Nerissa e Charine e a mio cugino Aldon, che ha vissuto con noi per anni, di improvvisare dei letti con i cuscini del divano e le lenzuola in più di mio padre, e di sistemarli sul pavimento del soggiorno in modo che tutti avessimo abbastanza spazio per dormire

    I miei genitori, che stavano provando senza successo a riconciliarsi, dormivano nell’unica stanza da letto. Joshua insisteva che ci fosse un fantasma in casa, e di notte restavamo supini nel soggiorno senza televisore a guardare l’ombra delle sbarre spostarsi furtivamente sulle pareti, e ad aspettare che qualcosa cambiasse, ad aspettare che qualcosa che non doveva trovarsi lì si muovesse.
    «Qui è morto qualcuno» disse Josh.
    «Come fai a saperlo?» dissi io.
    «Me l’ha detto papà» disse lui

    «Tu vuoi solo spaventarci» dissi. Non aggiunsi: E ci riesci. All’epoca ero alle medie, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, e frequentavo una scuola privata episcopale a maggioranza bianca. Ero una ragazzina di provincia, e i miei compagni di classe del Mississippi erano provinciali come me. Chiamavano New Orleans “la capitale degli omicidi”. Raccontavano storie orribili di bianchi che venivano uccisi mentre tiravano fuori la spesa dalla macchina. Colpa delle gang e dei loro riti di iniziazione, dicevano

    Ciò che veniva taciuto in queste conversazioni – e, date le tendenze razziste di parecchi studenti della mia scuola, mi stupisce che non fosse detto apertamente – era che questi delinquenti, violenti e spietati, e privi di qualsiasi sentimento di decenza, erano neri. Quando i miei compagni parlavano dei neri, io ero spesso bersaglio delle loro occhiate. Avevo una borsa di studio, frequentavo quella scuola solo perché mia madre faceva la domestica per alcune famiglie ricche della zona costiera del Mississippi che pagavano la mia retta

    Per quasi tutte le medie e il liceo, sono stata l’unica ragazza nera della scuola. Ogni volta che i miei compagni parlavano dei neri o di New Orleans e cercavano di non guardarmi, senza tuttavia riuscirci, io ricambiavo il loro sguardo e pensavo ai ragazzi che conoscevo a New Orleans, cioè ai fratellastri di mio padre.

    “Uno dei migliori libri del secolo”. NEW YORK MAGAZINE

    Jesmyn Ward Sotto la falce

Jesmyn Ward Sotto la falce

Traduttore : Gaja Cenciarelli
Numero Pagine : 272
Prezzo : 19 €
ISBN : 979-12-80284-11-2
In libreria da : 15-07-2021

Dal 2000 al 2004, tra DeLisle e altre cittadine del delta del Mississippi, Jesmyn Ward ha visto morire cinque persone care, cinque amici tra cui suo fratello Joshua: morti per over­ dose, per incidenti connessi all’alcol, per omicidio o suicidio. Nel tentativo di combattere il dolore e dare un sen­ so all’accaduto, Jesmyn Ward decide di raccontare la loro storia, segnata dall’amore profondo della comunità ma avvelenata dal razzismo endemi­co e soffocante di quelle terre, dalla mancanza di un’istruzione adeguata e dalla disoccupazione, dalla povertà che alimenta una sfortuna implacabile. Le vite dei cinque amici si legano a quella dell’autrice, che torna indietro nel tem­ po in cerca delle origini della famiglia e della gente di DeLisle. La verità che porta alla luce è feroce: in Mississippi il destino degli uomini è determinato dall’identità, dal colore della pelle, dal­la classe sociale, senza possibilità di riscatto.

Sotto la falce è un memoir e un atto d’accusa, un racconto durissimo e commovente che diventa intimo e uni­versale. Jesmyn Ward insegna come amare le proprie origini e lottare per liberarsene, e come vincere il dolore attraverso la letteratura per onorare i propri cari, restituendo loro la voce che in vita gli è stata negata.

Questo libro è per gli uomini caduti sotto la falce, che sono diventati i nostri fratelli.



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