Tomato Red

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    Il luna park del lusso

    Non sei un santo, lo sai come vanno queste cose: il venerdì è giorno di paga ed è stata una giornata grigia e inzuppata da una pioggia brutta e fiacca e tu nel tuo sconforto cerchi compagnia, e visto che sei nuovo di West Table, Missouri, e appena assunto alla fabbrica di cibo per cani, non hai molta scelta, però alla fine trovi qualcuno in un parcheggio di roulotte su East Main Street, e la cerchia di barboni radunata lì ti rimedia una birra, poi comincia a girare una boccia di tequila e la pioggia continua a scendere con quel ritmo blues deprimente e ci sono due tipe forse disponibili ma a quanto pare gradiscono certe cose fra cui sicuramente l’ice, e infatti dalla sacca di tela di qualcuno si rovescia una manciata di cannucce, l’ice viene tagliato in strisce e la prossima volta che guarderai l’ora saranno le tre o le quattro di domenica mattina e non dormirai da giovedì notte e la voce di una delle tipe, quella che ti piace di più e ancora non ti sei fatto, malgrado abbia i denti grossi come chicchi di mais e forse anche un po’ marci, propone di fare qualcosa, perché dopo l’ice c’è bisogno di fare qualcosa, qualsiasi cosa, e questa voce allettante propone di andare tutti a rubare in quella certa casa su quella certa strada in quel ricco quartiere dove la gente può permettersi di crogiolarsi nei vizi e con ogni probabilità in quei villoni ha un casino di stupefacenti nascosti qua e là che rischiano di ammuffire, dato che secondo un articolo dello Scroll i ricchi sono tutti volati in Francia o posti simili a farsi una vacanza degna di nota

    È così che funziona.
    Impossibile trovarci qualcosa di nuovo.
    La tipa con la bocca piena di chicchi di mais, quella che ha avuto l’idea brillante, guida fin là e mi molla sul marciapiede, e seduto dietro c’è un altro ladruncolo collassato che non sarà di alcun aiuto. Lei mi stampa un bacio, una cosa veloce e secca sulle labbra, dice che terrà gli occhi aperti e di farle un cenno quando sarò riuscito a intrufolarmi. Con la pioggia il terreno fa brutti scherzi, trema e scivola via sotto i piedi, e si è alzata questa bruma incredibile, così fitta che al momento le quotazioni della vista sono decisamente diminuite


    Sbatto contro un paio di siepi, una che mi arriva alla testa e l’altra alla vita, poi cado sul vialetto.

    Ero nato ai margini del mondo, certo, ma per l'inferno mi ero offerto volontario.

    Daniel Woodrell Tomato Red

Daniel Woodrell Tomato Red

Traduttore : Guido Calza
Numero Pagine : 192
Prezzo : 18 €
ISBN : 978-88-94938-67-8
In libreria da : 19-11-2020

Jamalee e Jason Merridew sono fratel­li, bellissimi e del tutto fuori posto nel minuscolo mondo di West Table. En­trano nelle case dei ricchi per gioco, per uscire dalla loro pelle e cambiare vita, e proprio in una villa incontrano Sammy Barlach, un giovane rapinatore che non ha niente da perdere. Ma sotto le maniere da duro, Sammy nasconde un profondo bisogno di amicizia ed è subito sedotto dalla voglia di riscatto dei fratelli e dalla loro spregiudicata madre, Bev. Intanto Jamalee, detta Tomato Red per il rosso squillante dei capelli, vuole sfruttare il fascino di Jason per fare soldi e andarsene per sempre da quella città, dove nascere dalla parte sbagliata dei binari significa avere il destino irrime­diabilmente segnato. Ma una terribile tragedia è dietro l’angolo, perché in luo­ghi come quelli anche sognare è un pri­vilegio per pochi.

Dopo La versione della cameriera, Daniel Woodrell torna a West Table, e con ironia e crudo realismo venato di tenerezza ci porta in un mondo ai margini, dove i valori morali si scontrano con il desiderio smanioso di una vita più pura e feroce. Illuminati da un disperato candore, i protagonisti tentano in tutti i modi di diventare qualcosa di diverso, e ci costringono a riconoscere dentro di noi le stesse grida del cuore, lo stesso coraggio, le stesse ferite.

Questo libro è per chi è scappato da una serenata troppo sincera, per il coraggio di Ruth Langmore in Ozark, per chi ha improvvisato una cena di gala tra amici con eleganti stoviglie immaginarie, e per chi è rimasto così accecato dalla luce rossa della sera da credere che il sole, certe volte, può decidere di non tramontare.



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